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Immagini da: Photorack
Il cancro è una malattia che non può essere ricondotta ad un singolo fattore causale ma è la risultante di  una serie di agenti di varia natura che interagendo fra loro e con il nostro organismo possono indurre una  serie di trasformazioni che in certi casi portano una cellula sana a sfuggire ai meccanismi che ne controllano  la proliferazione ed a trasformarsi in una tumorale. Esistono rari casi in cui mutazioni genetiche ereditarie  promuovono la crescita di un tumore ma queste mutazioni sono responsabili di meno del 5% dei casi di  cancro a decorso fatale.Lo studio della distribuzione geografica dei vari tipi di tumore mostra una notevole  differenze fra paesi ed anche all'interno di una stessa nazione le statistiche sull'incidenza del tumore  rivelano notevoli divergenze. Gli studi su emigranti mostrano l'essenzialità del contributo ambientale nella  genesi di un tumore, per esempio i figli di emigrati giapponesi in California mostrano un tasso di mortalità  da tumore allo stomaco molto più basso dei giapponesi residenti in Giappone mentre si evidenzia un  notevole aumento del tasso di mortalità per il cancro alla prostata e al colon da renderlo sovrapponibile a  quello dei bianchi californiani. Nella maggior parte dei casi i fattori ambientali svolgono un ruolo essenziale  e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità indica in essi la responsabilità del 70-90% dei tumori umani.  Fra i fattori ambientali, il fumo di sigaretta e il tipo di alimentazione sono, nel mondo industrializzato, le  principali cause di eventi neoplastici e negli Stati Uniti, ad essi si deve ricondurre anche il 60% dei decessi  per cancro. Recenti studi epidemiologici confermano che l'alimentazione può essere considerata  responsabile di circa un terzo di tutte le morti per tumore nei paesi sviluppati. Tutti gli studiosi concordano  quindi nel ritenere che un cambiamento dello stile alimentare comporterebbe una notevole riduzione  dell'incidenza e della mortalità per questa malattia. Karol Silkora, direttore del programma sul cancro  dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in occasione di una sua visita in Italia ha affermato che il  controllo di fumo, dieta e malattie infettive sono le armi per sconfiggere il cancro e che un uso corretto  delle conoscenze che oggi abbiamo già a disposizione sarebbe sufficiente per ridurre l'incidenza di tumori di  almeno 3 milioni. Il solo cambiamento nelle abitudini alimentari potrebbero comportare una riduzione del  30 per cento dei casi di neoplasie.  La dieta e gli alimenti agiscono come dei fattori di rischio con modalità e meccanismi diversi. Gli eccessi  alimentari comportano l'aumento del peso che da solo è responsabile del 2% di tutte le morti per tumore; il  basso consumo di alimenti di origine vegetale, comportamento che caratterizza l'alimentazione delle  società industrializzate, determina una cronica carenza di sostanze ad azione protettiva come fibre,  vitamine, antiossidanti ed altre biomolecole i cui effetti anticancro sono solo in parte noti; l'introduzione di  sostanze mutagene e cancerogene con gli alimenti, fenomeno legato anche alla cottura di alcuni cibi,  rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Gli studi epidemiologici mostrano una correlazione positiva tra il  consumo di carne, grassi ed il basso apporto di fibre con il cancro del colon, il consumo di grassi è pure  associato al cancro della mammella, dell'endometrio (corpo dell'utero) e della prostata. Il rischio del cancro  allo stomaco è associato al consumo di alimenti affumicati, salati, sottaceto e al contenuto di nitrati degli  alimenti e la riduzione di questo tipo di tumore sia nei maschi che nelle femmine è stato posto in relazione  ad una migliore conservazione dei cibi e ad un ridotto uso del sale. Viceversa elevati consumi di frutta e  verdura sono associati con rischi ridotti per la grande maggioranza dei tipi di tumore. I dati disponibili nella  letteratura scientifica evidenziano infatti che i vegetariani presentano una ridotta incidenza per tutti i tipi  di cancro se confrontati con la popolazione in generale e ricerche condotte per identificare solo gli effetti  della dieta mostrano per i non vegetariani un rischio notevolmente aumentato per il tumore prostatico e del  colon retto. Per concludere possiamo affermare che pur non essendo ancora possibile identificare con assoluta certezza  una dieta anticancro i numerosi studi ci permettono di sostenere che una alimentazione a ridotto contenuto  di prodotti di origine animale e ricca di cereali integrali, legumi ortaggi e frutta rappresenta una valida  strategia per ridurre il rischio di sviluppare, oltre al cancro, anche una serie di condizioni patologiche che  possono essere ricondotte ad errate scelte alimentari.

Alimentazione e cancro

Dott. Lorenzo Corsi 349.67.00.453