Biologo Nutrizionista
Dottor Lorenzo Corsi - Biologo Nutrizionista 349.67.00.453
Dottor Lorenzo Corsi
Il cancro è una malattia che non può essere ricondotta ad un singolo fattore causale ma è la risultante di una serie di agenti di varia natura che interagendo fra loro e con il nostro organismo possono indurre una serie di trasformazioni che in certi casi portano una cellula sana a sfuggire ai meccanismi che ne controllano la proliferazione ed a trasformarsi in una tumorale. Esistono rari casi in cui mutazioni genetiche ereditarie promuovono la crescita di un tumore ma queste mutazioni sono responsabili di meno del 5% dei casi di cancro a decorso fatale. Lo studio della distribuzione geografica dei vari tipi di tumore mostra una notevole differenze fra paesi ed anche all'interno di una stessa nazione le statistiche sull'incidenza del tumore rivelano notevoli divergenze. Gli studi su emigranti mostrano l'essenzialità del contributo ambientale nella genesi di un tumore, per esempio i figli di emigrati giapponesi in California mostrano un tasso di mortalità da tumore allo stomaco molto più basso dei giapponesi residenti in Giappone mentre si evidenzia un notevole aumento del tasso di mortalità per il cancro alla prostata e al colon da renderlo sovrapponibile a quello dei bianchi californiani. Nella maggior parte dei casi i fattori ambientali svolgono un ruolo essenziale e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità indica in essi la responsabilità del 70-90% dei tumori umani. Fra i fattori ambientali, il fumo di sigaretta e il tipo di alimentazione sono, nel mondo industrializzato, le principali cause di eventi neoplastici e negli Stati Uniti, ad essi si deve ricondurre anche il 60% dei decessi per cancro. Recenti studi epidemiologici confermano che l'alimentazione può essere considerata responsabile di circa un terzo di tutte le morti per tumore nei paesi sviluppati. Tutti gli studiosi concordano quindi nel ritenere che un cambiamento dello stile alimentare comporterebbe una notevole riduzione dell'incidenza e della mortalità per questa malattia. Karol Silkora, direttore del programma sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in occasione di una sua visita in Italia ha affermato che il controllo di fumo, dieta e malattie infettive sono le armi per sconfiggere il cancro e che un uso corretto delle conoscenze che oggi abbiamo già a disposizione sarebbe sufficiente per ridurre l'incidenza di tumori di almeno 3 milioni. Il solo cambiamento nelle abitudini alimentari potrebbero comportare una riduzione del 30 per cento dei casi di neoplasie. La dieta e gli alimenti agiscono come dei fattori di rischio con modalità e meccanismi diversi. Gli eccessi alimentari comportano l'aumento del peso che da solo è responsabile del 2% di tutte le morti per tumore; il basso consumo di alimenti di origine vegetale, comportamento che caratterizza l'alimentazione delle società industrializzate, determina una cronica carenza di sostanze ad azione protettiva come fibre, vitamine, antiossidanti ed altre biomolecole i cui effetti anticancro sono solo in parte noti; l'introduzione di sostanze mutagene e cancerogene con gli alimenti, fenomeno legato anche alla cottura di alcuni cibi, rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Gli studi epidemiologici mostrano una correlazione positiva tra il consumo di carne, grassi ed il basso apporto di fibre con il cancro del colon, il consumo di grassi è pure associato al cancro della mammella, dell'endometrio (corpo dell'utero) e della prostata. Il rischio del cancro allo stomaco è associato al consumo di alimenti affumicati, salati, sottaceto e al contenuto di nitrati degli alimenti e la riduzione di questo tipo di tumore sia nei maschi che nelle femmine è stato posto in relazione ad una migliore conservazione dei cibi e ad un ridotto uso del sale. Viceversa elevati consumi di frutta e verdura sono associati con rischi ridotti per la grande maggioranza dei tipi di tumore. I dati disponibili nella letteratura scientifica evidenziano infatti che i vegetariani presentano una ridotta incidenza per tutti i tipi di cancro se confrontati con la popolazione in generale e ricerche condotte per identificare solo gli effetti della dieta mostrano per i non vegetariani un rischio notevolmente aumentato per il tumore prostatico e del colon retto. Non dobbiamo però dimenticare che l’alimentazione può essere un fattore di rischio per l’insorgenza di un tumore quando è causa di un aumento dei depositi di grasso corporeo. Quest’ultimo, se in eccesso, aumenta in modo convincente il rischio di tumore al rene, endometrio, mammella, colon-retto fegato e pancreas e probabilmente anche per prostata, ovaio, stomaco e cistifellea Per concludere possiamo affermare che pur non essendo ancora possibile identificare con assoluta certezza una dieta anticancro i numerosi studi ci permettono di sostenere che una alimentazione, adeguata ai fabbisogni energetici, a ridotto contenuto di prodotti di origine animale e ricca di cereali integrali, legumi ortaggi e frutta rappresenta una valida strategia per ridurre il rischio di sviluppare, oltre al cancro, anche una serie di condizioni patologiche che possono essere ricondotte ad errate scelte alimentari. Raccomandazioni del WCRF (fondo mondiale per la ricerca sul cancro) per la prevenzione del cancro . 1 . Mantenere un peso stabile e il più basso possibile all’interno dell’intervallo di peso salutare durante la vita. 2 . Essere fisicamente attivi tutti i giorni 3 . Consumare regolarmente e frequentemnte cerali integrali, vegetali non amidacei, legumi e frutta per garantire almeno 30 grammi di fibra giornaliera. 4 . Limitare i cibi «fast food» e quelli pronti ricchi di grassi e zuccheri 5 . Limitare le carni rosse ed evitrare possibilmente i salumi e le carni trasformate. 6 . Limitare il consumo di bevande zuccherate 7 . Limitare o eliminare il consumo di bevande alcoliche 8 . Non fare uso di integratori per la prevenzione del cancro 9 . Allattare al seno quando possibile 1 0 . Queste raccomandazioni, quando possibile, valgono anche per chi ha già avuto un cancro. Dopo la diagnosi e la fase acuta di trattamento, tutte le persone sono invitate a seguire le raccomandazioni su dieta, peso corporeo e attività fisica.

Alimentazione e cancro

BIOLOGO NUTRIZIONISTA
Lorenzo Corsi 349.67.00.453 Tutte le fotografie provengo da pixabay
Dottor Lorenzo Corsi

Alimentazione e cancro

Il cancro è una malattia che non può essere ricondotta ad un singolo fattore causale ma è la risultante di una serie di agenti di varia natura che interagendo fra loro e con il nostro organismo possono indurre una serie di trasformazioni che in certi casi portano una cellula sana a sfuggire ai meccanismi che ne controllano la proliferazione ed a trasformarsi in una tumorale. Esistono rari casi in cui mutazioni genetiche ereditarie promuovono la crescita di un tumore ma queste mutazioni sono responsabili di meno del 5% dei casi di cancro a decorso fatale. Lo studio della distribuzione geografica dei vari tipi di tumore mostra una notevole differenze fra paesi ed anche all'interno di una stessa nazione le statistiche sull'incidenza del tumore rivelano notevoli divergenze. Gli studi su emigranti mostrano l'essenzialità del contributo ambientale nella genesi di un tumore, per esempio i figli di emigrati giapponesi in California mostrano un tasso di mortalità da tumore allo stomaco molto più basso dei giapponesi residenti in Giappone mentre si evidenzia un notevole aumento del tasso di mortalità per il cancro alla prostata e al colon da renderlo sovrapponibile a quello dei bianchi californiani. Nella maggior parte dei casi i fattori ambientali svolgono un ruolo essenziale e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità indica in essi la responsabilità del 70-90% dei tumori umani. Fra i fattori ambientali, il fumo di sigaretta e il tipo di alimentazione sono, nel mondo industrializzato, le principali cause di eventi neoplastici e negli Stati Uniti, ad essi si deve ricondurre anche il 60% dei decessi per cancro. Recenti studi epidemiologici confermano che l'alimentazione può essere considerata responsabile di circa un terzo di tutte le morti per tumore nei paesi sviluppati. Tutti gli studiosi concordano quindi nel ritenere che un cambiamento dello stile alimentare comporterebbe una notevole riduzione dell'incidenza e della mortalità per questa malattia. Karol Silkora, direttore del programma sul cancro dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in occasione di una sua visita in Italia ha affermato che il controllo di fumo, dieta e malattie infettive sono le armi per sconfiggere il cancro e che un uso corretto delle conoscenze che oggi abbiamo già a disposizione sarebbe sufficiente per ridurre l'incidenza di tumori di almeno 3 milioni. Il solo cambiamento nelle abitudini alimentari potrebbero comportare una riduzione del 30 per cento dei casi di neoplasie. La dieta e gli alimenti agiscono come dei fattori di rischio con modalità e meccanismi diversi. Gli eccessi alimentari comportano l'aumento del peso che da solo è responsabile del 2% di tutte le morti per tumore; il basso consumo di alimenti di origine vegetale, comportamento che caratterizza l'alimentazione delle società industrializzate, determina una cronica carenza di sostanze ad azione protettiva come fibre, vitamine, antiossidanti ed altre biomolecole i cui effetti anticancro sono solo in parte noti; l'introduzione di sostanze mutagene e cancerogene con gli alimenti, fenomeno legato anche alla cottura di alcuni cibi, rappresenta un ulteriore fattore di rischio. Gli studi epidemiologici mostrano una correlazione positiva tra il consumo di carne, grassi ed il basso apporto di fibre con il cancro del colon, il consumo di grassi è pure associato al cancro della mammella, dell'endometrio (corpo dell'utero) e della prostata. Il rischio del cancro allo stomaco è associato al consumo di alimenti affumicati, salati, sottaceto e al contenuto di nitrati degli alimenti e la riduzione di questo tipo di tumore sia nei maschi che nelle femmine è stato posto in relazione ad una migliore conservazione dei cibi e ad un ridotto uso del sale. Viceversa elevati consumi di frutta e verdura sono associati con rischi ridotti per la grande maggioranza dei tipi di tumore. I dati disponibili nella letteratura scientifica evidenziano infatti che i vegetariani presentano una ridotta incidenza per tutti i tipi di cancro se confrontati con la popolazione in generale e ricerche condotte per identificare solo gli effetti della dieta mostrano per i non vegetariani un rischio notevolmente aumentato per il tumore prostatico e del colon retto. Non dobbiamo però dimenticare che l’alimentazione può essere un fattore di rischio per l’insorgenza di un tumore quando è causa di un aumento dei depositi di grasso corporeo. Quest’ultimo, se in eccesso, aumenta in modo convincente il rischio di tumore al rene, endometrio, mammella, colon-retto fegato e pancreas e probabilmente anche per prostata, ovaio, stomaco e cistifellea Per concludere possiamo affermare che pur non essendo ancora possibile identificare con assoluta certezza una dieta anticancro i numerosi studi ci permettono di sostenere che una alimentazione, adeguata ai fabbisogni energetici, a ridotto contenuto di prodotti di origine animale e ricca di cereali integrali, legumi ortaggi e frutta rappresenta una valida strategia per ridurre il rischio di sviluppare, oltre al cancro, anche una serie di condizioni patologiche che possono essere ricondotte ad errate scelte alimentari. Raccomandazioni del WCRF (fondo mondiale per la ricerca sul cancro) per la prevenzione del cancro . 1 . Mantenere un peso stabile e il più basso possibile all’interno dell’intervallo di peso salutare durante la vita. 2 . Essere fisicamente attivi tutti i giorni 3 . Consumare regolarmente e frequentemnte cerali integrali, vegetali non amidacei, legumi e frutta per garantire almeno 30 grammi di fibra giornaliera. 4 . Limitare i cibi «fast food» e quelli pronti ricchi di grassi e zuccheri 5 . Limitare le carni rosse ed evitrare possibilmente i salumi e le carni trasformate. 6 . Limitare il consumo di bevande zuccherate 7 . Limitare o eliminare il consumo di bevande alcoliche 8 . Non fare uso di integratori per la prevenzione del cancro 9 . Allattare al seno quando possibile 1 0 . Queste raccomandazioni, quando possibile, valgono anche per chi ha già avuto un cancro. Dopo la diagnosi e la fase acuta di trattamento, tutte le persone sono invitate a seguire le raccomandazioni su dieta, peso corporeo e attività fisica.