Biologo Nutrizionista
Dottor Lorenzo Corsi - Biologo Nutrizionista 349.67.00.453
Dottor Lorenzo Corsi

Chi siamo

da un punto di vista evolutivo

Nulla in biologia ha senso se non alla luce dell'evoluzione. Theodosius Dobzhansky Homo sapiens è una delle 180 specie viventi che costituiscono l’ordine dei primati che è, a sua volta, uno dei 17 ordini della classe dei mammiferi. A differenza di homo habilis ed erectus sembra che Homo sapiens non si sia mai nutrito di carcasse ma procurato la carne cacciando. Tuttavia è probabile che la carne non abbia mai costituito la base della sua alimentazione ed altre indagini hanno mostrato un uso prevalente di cereali come alimenti. La nostra specie, prima di passare ad una alimentazione caratterizzata da cibi di sua produzione (allevamento ed agricoltura) visse per molto tempo come cacciatore- raccoglitore ma la dieta dei nostri progenitori non è mai stata individuata in modo definitivo. Possiamo solo speculare sulla sua composizione basandoci su due elementi: la dieta dei nostri più prossimi parenti come gli scimpanzé, che sono i Primati più simili all’uomo per quanto concerne la morfologia e la dieta ed i resti giunti sino a noi riferiti ai primi ominidi. Anche se la caccia è stata un elemento importante nel fornire cibo per la dieta primitiva della nostra specie, ricerche recenti indicano che la carne non è mai stata la maggior fonte di energia alimentare in nessuna delle fasi dell’evoluzione umana. Probabilmente i primi ricercatori accentrando le loro attenzioni sulla caccia hanno sottovalutato il ruolo delle femmine nel contribuire all’alimentazione con la raccolta di piante selvatiche. Da allora, la nostra alimentazione è cambiata notevolmente in un arco di tempo molto breve (da un punto di vista evolutivo) ed è possibile fare alcune riflessioni e speculare su eventuali caratteri che sono stati selezionati nel corso del tempo. Se, come scrive K. Lorenz, l’adattamento indotto dalla selezione naturale è “un vero e proprio processo cognitivo attraverso il quale l'organismo incorpora l'informazione contenuta nell'ambiente e che ha una sua fondamentale importanza per la sua sopravvivenza”, tutti i sistemi funzionali ed i comportamenti finalizzati alla ricerca del cibo ed alla sopravvivenza, adattandosi all’ambiente nel quale si sono organizzati, sono in qualche modo un’immagine di esso. Anche l'organizzazione degli organi di senso e del sistema nervoso centrale, necessari per la ricerca del cibo, sono stati forgiati da un ambiente in cui la penuria alimentare e la morte per inedia erano un fatto normale. Di conseguenza tutte queste strutture sono state elaborate dagli esseri viventi, nel corso della loro evoluzione o filogenesi, attraverso un processo che li ha resi particolarmente idonei a procurarsi e ad accumulare energia. In un certo senso l’uomo moderno vive una distorsione di tempo biologico, la sua fisiologia da età della pietra si trova ad affrontare una dieta del XXI secolo per la quale è ben poco adatta. Per esempio, l’epidemia di obesità a cui si sta assistendo e di conseguenza l’aumento delle patologie ad essa associate, così come l’amenorrea che si osserva nelle donne quando il tessuto adiposo si riduce al di sotto di un certo livello, possono essere viste come manifestazioni di una costituzione genetica selezionata in un ambiente in cui la carenza di cibo era la normalità e la maggiore capacità di accumulare energia offriva un vantaggio selettivo.

Le nostre caratteristiche biologiche

Tutti i sistemi viventi sono costituiti in modo tale da essere in grado di attirare a sé e di accumulare energia. K. Lorenz

Il nostro ambiente alimentare

Il mangiatore moderno non deve più gestire la penuria ma la profusione. Deve decidersi in mezzo a sollecitazioni molteplici, aggressive, allettanti, contraddittorie. Deve operare selezioni, fare confronti, stabilire priorità, combattere pulsioni, resistere a stimoli, in breve: dispiegare tutti i suoi sforzi non per procurarsi l'indispensabile ma per rifiutare il superfluo con discernimento. C. Fishler

Possibili risposte adattive

“.... non sono le abbuffate che rendono necessarie le diete, ma ci si butta sul cibo perché si è a dieta". Herman e Polivy

Un errore frequente: la misura del peso

Il peso corporeo è facilmente misurabile con la precisione dell’1% con una semplice bilancia ad ago, tuttavia il peso corporeo non ha una relazione semplice con l’entità delle riserve energetiche, una variazione delle riserve di energia si riflette necessariamente in un cambiamento di peso. J.S. Garrow Un lungo viaggio inizia con un primo passo Modificare l’alimentazione è come intraprendere un viaggio che in alcuni casi può essere lungo e pieno di insidie che dobbiamo imparare a gestire. Ma, prima ancora, è necessario capire in quale direzione muovere i primi passi. Se ci si dirige nel verso giusto, sarà solo una questione di tempo, prima o poi e con le necessarie pause si arriverà a destinazione. A volte, per orientarsi correttamente, è necessario l’aiuto di un professionista, attento ai bisogni e alle necessità dell’utente. Se invece ci si incammina nella direzione sbagliata, lasciandoci abbindolare dai richiami di chi promette tutto subito e senza sforzo, magari con l’utilizzo di un particolare prodotto o test di recente scoperta o mediante un macchinario di ultima generazione, per quanto veloce potrà essere, all’inizio, il passo, finiremo presto per perderci nella giungla delle proposte della “Diet Industry” e in balìa di fattori ed elementi esterni a noi.
BIOLOGO NUTRIZIONISTA
Lorenzo Corsi 349.67.00.453 Tutte le fotografie provengo da pixabay
Dottor Lorenzo Corsi

Chi siamo

da un punto di vista evolutivo

Nulla in biologia ha senso se non alla luce dell'evoluzione. Theodosius Dobzhansky Homo sapiens è una delle 180 specie viventi che costituiscono l’ordine dei primati che è, a sua volta, uno dei 17 ordini della classe dei mammiferi. A differenza di homo habilis ed erectus sembra che Homo sapiens non si sia mai nutrito di carcasse ma procurato la carne cacciando. Tuttavia è probabile che la carne non abbia mai costituito la base della sua alimentazione ed altre indagini hanno mostrato un uso prevalente di cereali come alimenti. La nostra specie, prima di passare ad una alimentazione caratterizzata da cibi di sua produzione (allevamento ed agricoltura) visse per molto tempo come cacciatore-raccoglitore ma la dieta dei nostri progenitori non è mai stata individuata in modo definitivo. Possiamo solo speculare sulla sua composizione basandoci su due elementi: la dieta dei nostri più prossimi parenti come gli scimpanzé, che sono i Primati più simili all’uomo per quanto concerne la morfologia e la dieta ed i resti giunti sino a noi riferiti ai primi ominidi. Anche se la caccia è stata un elemento importante nel fornire cibo per la dieta primitiva della nostra specie, ricerche recenti indicano che la carne non è mai stata la maggior fonte di energia alimentare in nessuna delle fasi dell’evoluzione umana. Probabilmente i primi ricercatori accentrando le loro attenzioni sulla caccia hanno sottovalutato il ruolo delle femmine nel contribuire all’alimentazione con la raccolta di piante selvatiche. Da allora, la nostra alimentazione è cambiata notevolmente in un arco di tempo molto breve (da un punto di vista evolutivo) ed è possibile fare alcune riflessioni e speculare su eventuali caratteri che sono stati selezionati nel corso del tempo. Se, come scrive K. Lorenz, l’adattamento indotto dalla selezione naturale è “un vero e proprio processo cognitivo attraverso il quale l'organismo incorpora l'informazione contenuta nell'ambiente e che ha una sua fondamentale importanza per la sua sopravvivenza”, tutti i sistemi funzionali ed i comportamenti finalizzati alla ricerca del cibo ed alla sopravvivenza, adattandosi all’ambiente nel quale si sono organizzati, sono in qualche modo un’immagine di esso. Anche l'organizzazione degli organi di senso e del sistema nervoso centrale, necessari per la ricerca del cibo, sono stati forgiati da un ambiente in cui la penuria alimentare e la morte per inedia erano un fatto normale. Di conseguenza tutte queste strutture sono state elaborate dagli esseri viventi, nel corso della loro evoluzione o filogenesi, attraverso un processo che li ha resi particolarmente idonei a procurarsi e ad accumulare energia. In un certo senso l’uomo moderno vive una distorsione di tempo biologico, la sua fisiologia da età della pietra si trova ad affrontare una dieta del XXI secolo per la quale è ben poco adatta. Per esempio, l’epidemia di obesità a cui si sta assistendo e di conseguenza l’aumento delle patologie ad essa associate, così come l’amenorrea che si osserva nelle donne quando il tessuto adiposo si riduce al di sotto di un certo livello, possono essere viste come manifestazioni di una costituzione genetica selezionata in un ambiente in cui la carenza di cibo era la normalità e la maggiore capacità di accumulare energia offriva un vantaggio selettivo.

Le nostre caratteristiche biologiche

Tutti i sistemi viventi sono costituiti in modo tale da essere in grado di attirare a sé e di accumulare energia. K. Lorenz

Il nostro ambiente alimentare

Il mangiatore moderno non deve più gestire la penuria ma la profusione. Deve decidersi in mezzo a sollecitazioni molteplici, aggressive, allettanti, contraddittorie. Deve operare selezioni, fare confronti, stabilire priorità, combattere pulsioni, resistere a stimoli, in breve: dispiegare tutti i suoi sforzi non per procurarsi l'indispensabile ma per rifiutare il superfluo con discernimento. C. Fishler

Possibili risposte adattive

“.... non sono le abbuffate che rendono necessarie le diete, ma ci si butta sul cibo perché si è a dieta". Herman e Polivy

Un errore frequente: la misura del peso

Il peso corporeo è facilmente misurabile con la precisione dell’1% con una semplice bilancia ad ago, tuttavia il peso corporeo non ha una relazione semplice con l’entità delle riserve energetiche, una variazione delle riserve di energia si riflette necessariamente in un cambiamento di peso. J.S. Garrow Un lungo viaggio inizia con un primo passo Modificare l’alimentazione è come intraprendere un viaggio che in alcuni casi può essere lungo e pieno di insidie che dobbiamo imparare a gestire. Ma, prima ancora, è necessario capire in quale direzione muovere i primi passi. Se ci si dirige nel verso giusto, sarà solo una questione di tempo, prima o poi e con le necessarie pause si arriverà a destinazione. A volte, per orientarsi correttamente, è necessario l’aiuto di un professionista, attento ai bisogni e alle necessità dell’utente. Se invece ci si incammina nella direzione sbagliata, lasciandoci abbindolare dai richiami di chi promette tutto subito e senza sforzo, magari con l’utilizzo di un particolare prodotto o test di recente scoperta o mediante un macchinario di ultima generazione, per quanto veloce potrà essere, all’inizio, il passo, finiremo presto per perderci nella giungla delle proposte della “Diet Industry” e in balìa di fattori ed elementi esterni a noi.