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Immagini da: Photorack
L'obesità è una condizione causata da una eccessiva quantità di tessuto adiposo. Si calcola che vi siano oltre  300 milioni di persone sovrappeso nel mondo e le stime la pongono come la causa di 300.000 morti  premature nel 1990 negli Stati Uniti. In Italia si contano 5 milioni di obesi e 20 milioni di persone  sovrappeso. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità questa condizione è aumentata  vertiginosamente negli ultimi anni ed un dato particolarmente allarmante è il numero crescente di casi di  obesità infantile; secondo alcune stime nel 1995 si contavano 22 milioni di bambini obesi nel mondo e nel  nostro paese alcuni recenti studi indicano che oltre il 30% della popolazione fra otto e dieci anni è  sovrappeso. Le indagini epidemiologiche hanno mostrato inequivocabilmente che l'aumento della massa adiposa  predispone a malattie cardiache e vascolari, ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete e cancro.  L'obesità è inoltre associata ad un aumentato rischio di complicanze osteoarticolari (rachide lombo sacrale,  articolazione coxo-femorale, ginocchio e piede), complicazioni in caso di intervento chirurgico e ad una  maggior frequenza di calcolosi della colecisti e delle vie biliari. La donna obesa può andare incontro ad  amenorrea, ridotta fertilità e complicazioni in caso di gravidanza. Recentemente è stato visto che  indipendentemente da altri fattori (fumo, alcool, farmaci, età, sesso e infezioni da HBV e HCV) l'eccedenza  ponderale può essere responsabile di un aumento dei valori di transaminasi nel sangue.  Visti e considerati i rischi associati all'obesità, tutte le amministrazioni sanitarie del mondo industrializzato  invitano vivamente le persone a controllare il loro peso e adottare strategie mirate alla modifica delle  abitudini alimentari con interventi finalizzati alla riduzione dei grassi saturi (prevalentemente di origine  animale) e all'incremento del consumo di frutta, verdura, cereali e legumi.  Sulla base dei numerosi dati presenti nella letteratura scientifica tre sono gli indici più importanti per una  valutazione prognostica dell'obeso: l'entità dell'eccesso di grasso, la sua localizzazione, e le fluttuazioni di  peso. Maggiore quantità di tessuto adiposo implica un maggior rischio ma le complicanze dell'obesità sono  notevolmente influenzate dalla diversa distribuzione del tessuto adiposo. Il grasso depositato tra i visceri  addominali e sul tronco aumenta molto il rischio per ipertensione, diabete, infarto e trombosi. Questo tipo  di obesità (androide) spesso conosciuta come obesità a mela o centrale diventa nel corso degli anni un  fattore di notevole rischio per le condizioni patologiche suddette.  Le fluttuazioni del peso rappresentano anch'esse un pericolo per la salute. L'incremento ponderale che  segue spesso una dieta restrittiva può configurarsi come una reale minaccia, essendo questa fase associata  ad un aumento del rischio cardiovascolare ed i notevoli cambiamenti del tono dell'umore che accompagnano  le suddette oscillazioni ponderali influenzano negativamente i rapporti sociali e familiari e comportano  spesso una riduzione dell'autostima.  In seguito a diete restrittive e riduzione eccessiva del peso si assiste ad una serie di modificazioni fisiche e  comportamentali che portano a perdere il controllo sul cibo ed aumentare il peso corporeo. La fame e  l'aumento della sensibilità nei confronti dei cibi, normali conseguenze della restrizione calorica e della  eccessiva perdita del peso, vengono interpretati come un fallimento personale e le sempre più numerose  trasgressioni alla dieta contribuiscono a generare sensi di colpa ed altri pensieri corresponsabili della  riduzione dell'autostima. Sono molte le persone che perpetuano questo ciclo per anni, dedicando tutte le  loro energie al controllo ossessivo del peso, attribuendo la causa del loro fallimenti ad una incapacità  personale ignorando il fatto che, complici a volte anche professionisti senza scrupoli e/o familiari troppo  esigenti, si erano dati obiettivi incompatibili con la loro costituzione fisica e pertanto irrealistici.  Rischi associati alla WCS  1. Cambiamenti del tono dell'umore che possono riflettersi nei rapporti sociali e familiari  2. Significative modificazioni del bilancio energetico e aumento dell'efficienza calorica  3. Disturbi del comportamento alimentare  4. Ridistribuzione del grasso verso la regione centrale e viscerale dell'organismo  5. Aumentato rischio di morbilità e mortalità specie per patologie cardiovascolari  La riduzione dell'eccesso di grasso corporeo è sicuramente un obiettivo prioritario ma l'unica strada  realmente percorribile è quella che comporta un parziale cambiamento dello stile di vita e delle abitudini  alimentari. È necessario accettare il fatto che le diete e le soluzioni miracolose in grado di risolvere il  problema per noi non esistono, occorre liberarsi dai rituali dietetici evitando soluzioni che prevedono un  ossessivo calcolo delle calorie, divieti e proibizioni. È indispensabile accettare i tempi ed i limiti che il  nostro corpo impone e recuperare un rapporto sereno e non ansiogeno con il cibo. 

Obesità e rischi associati

Dott. Lorenzo Corsi 349.67.00.453